Grande successo di pubblico alla proiezione del documentario russo che illustra le violenze in Ucraina antecedenti l'intervento militare russo

Nel tardo pomeriggio di venerdì 28 febbraio 2025, una folla di cittadini ha totalmente invaso il salone del Municipio di Genova, in via Garibaldi, per vedere il docufilm russo sulle violenze subite dalla comunità russa in Ucraina alla vigilia dello scoppio del conflitto russo-ucraino, che è stato vietato in tutta Europa, dal titolo "Maidan, la strada verso la guerra", prodotto da Russia Today, bollato come propaganda russa dalla comunità europea.
La proiezione è stata organizzata dal gruppo politico "Uniti per la Costituzione", guidato dall'ex senatore Mattia Crucioli.
Dopo la visione sono intervenuti via on line giornalisti italiani che vivono in Russia.
In seguito, oltre Crucioli, hanno preso la parola il rappresentante di decine di sindaci di comuni italiani, che si sono schierati per una pace subito, e l'architetto di Italia Nostra, Giovanni Spalla, che ha illustrato i progetti di recupero delle fortezze genovesi in Crimea e della repressione di cui è stato oggetto da parte delle autorità ucraine per aver collaborato con i russi di Crimea.
Come su accennato hanno preso la parola via Skype due giornalisti, fra cui il chiacchierato Vincenzo Lorusso, che ha curato la versione italiana del docufilm e noto anche per le posizioni vicine alla Russia e per aver consegnato alla portavoce del ministro degli esteri Sergej Lavrov, Maria Zakharova, oltre diecimila firme di cittadini italiani raccolte in appena pochi giorni, che hanno manifestato dissenso alle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che a Marsiglia, davanti ad una platea di giovani universitari, ha paragonato la Russia di Putin al terzo Reich.
Ha poi preso la parola il docente universitario di Filosofia Paolo Becchi che ha detto: "Putin ha raggiunto quello che voleva raggiungere, in realtà potrebbe ottenere tutto molto di più di quello che si aspettava. Sicuramente dovrà fare dei compromessi con Trump, ma ci sta nella logica del compromesso. Il problema fondamentale è che l'Europa resta col cerino in mano".
Fra il pubblico ci sono stati diversi interventi, tra cui quello del compagno Angelo, del movimento pacifista "Un'ora per la pace", che da oltre vent'anni effettua un presidio in piazza De Ferrari: "Sono qui perché ho letto di un'iniziativa per la pace di alcuni Comuni. Noi crediamo nella pace, ma nella pace vera e poi perché crediamo nel ruolo degli enti locali, che possano supplire al ruolo di guerra dei governi perché, essendo più vicini alla popolazione, possono esprimere maggiormente il desiderio della popolazione di pace e di interruzione, per esempio dell'invio di armi. Noi per esempio vorremmo far portare avanti il discorso della diserzione. Noi, come "Gruppo dell'ora in silenzio contro la guerra", siamo sempre stati dalla parte di tutti i disertori, sia russi, sia ucraini, perché crediamo che i disertori siano quelli che veramente ci difendono dalla guerra e dalla cultura di guerra, perché il problema non è tanto la guerra, ma la cultura di guerra che sta prendendo le nostre teste".
Tra i molti interventi del pubblico presente occorre segnalare l'intervento di un certo Mirco, il quale ha affermato: "Sono qui perché seguo da sempre le vicende della guerra in Ucraina e ho una posizione di vicinanza alle persone colpite. Già dal 2014, con l'intervento dei battaglioni di nazisti, estremisti di estrema destra, che avevano bruciato la casa dei sindacati a Odessa uccidendo 42 persone, da lì c'erano state le aggressioni nel Donbass, che hanno portato alla situazione attuale. Chi sono gli aggressori? Sono stati i battaglioni nazisti spinti dai servizi segreti ucraini, da lì ha avuto origine il tardivo intervento di difesa della Russia".
Alla fine degli interventi del pubblico, Crucioli ha concluso l'affollato convegno dicendo: "Abbiamo veicolato un nuovo punto di vista e questo penso possa essere fecondo per un dibattito, abbiamo solo voluto dire guardate questo film e fatevi una vostra idea, senza volere affermare una verità su un'altra, l'obiettivo è la pace".
Una bella iniziativa, con un grande pubblico e una iniziativa per la pace, affinché le armi lascino spazio alla diplomazia e non vi siano più morti innocenti da entrambe le parti.
Ceccoli Silvano
Circo Culturale Proletario di Genova
2 marzo 2025